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Il VANGELO SECONDO LA STORIA
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Autore Messaggio
Veritas
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MessaggioInviato: Ven Mar 21, 2008 9:13 pm    Oggetto: Rispondi citando

Cico ha scritto:

E poi un'altra curiosità:
ho visto un documentario nel quale raccontavano di avere trovato la tomba di un certo soldato romano chiamato Pantera.Il documentario raccontava che poteva essere molto probabilmente la tomba dello stesso Pantera considerato in molti testi il padre naturale di Gesù.La tomba è stata trovata nel nord europa (non ricordo lo stato); ma dato che tale stato è a nord anche di Israele,quando gesù diceva che doveva "salire al padre suo", non è che intendeva dire che doveva andare al nord?
Mi sono spiegato?
Grazie e ciao da Cico



Ci sono fortissimi sospetti che si sia trattato proprio del padre naturale dei gemelli Gesù e Giuda Tomaso. Aver speculato a lungo sul Gesù della fede, nella speranza di far emergere quello storico, ha fatto ristagnare la ricerca ed è per questo che sino ad oggi l'esegetica ufficiale non è riuscita a cogliere tutti gli aspetti di questa particolare vicenda!


Saluti

Veritas
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cico



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MessaggioInviato: Ven Mar 21, 2008 11:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

Veritas ha scritto:
...Forse sono stato un po' troppo "prolisso"; tuttavia, se si vogliono cogliere tutte le sfaccettature di una determinata vicenda è necessario abbondare nei dettagli, altrimenti c'è il rischio che si rimane nell'incertezza. ..

Non preoccuparti se scrivi molto poichè ciò che scrivi è interessante.Anzi ti ringrazio molto per le tue risposte e spero che siano sempre così rifornite anche in futuro.
Ciao da Cico.
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cico



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MessaggioInviato: Dom Mar 30, 2008 10:15 pm    Oggetto: Rispondi citando

Navigando ho trovato un articolo che parla dei vangeli.Questa parte è quella che più mi ha incuriosito;qui si dice che il censimento di Quirino è stato fatto nell'8 a.c. (Altre volte ho letto che Quirino ne aveva fatti 2,uno prima e l'altro dopo)voi cosa ne pensate?
(Quirino ha passato i suoi anni in quelle terre a censire le persone,ah,ah ah!!).
Ciao da Cico.


....Il problema che la storiografia ha dovuto affrontare nel tentativo di datare la nascita di Gesù, deriva purtroppo dalle fonti storiche del Vangelo di Matteo raffrontate con quelle del Vangelo di Luca, in cui si parla della nascita di Gesù al tempo in cui Maria e Giuseppe si recarono a Betlemme per farsi registrare al censimento della popolazione realizzato durante il mandato del Governatore Quirinio, sotto il regno di Augusto.
Gli annali delle cronache romane dimostrano, con certezza, che Quirinio fu governatore della Siria in epoca compresa fra il 6 e il 9 d.C., per cui il censimento di cui si parla sarebbe "fuori tempo" rispetto al governatorato di Publio Simplicio Quirinio, in quanto gli storici attestano che i censimenti di quell'epoca furono realizzati nel 28 a.C., nell'8 a.C. e nel 14 d.C..
Il censimento in cui sono coinvolti Giuseppe e Maria sarebbe quindi quello dell'8 a.C., ma sarebbe errata l'informazione fornita dall'autore del testo in quanto in quel periodo il governatore della Siria-Cilicia era Sanzio Saturnino.
Tuttavia, se si considera il fatto che tra i funzionari con poteri delegati dal governatore vi era anche Quirinio, con incarico di reggente speciale per l'amministrazione di quella provincia, in quanto il governatore era impegnato sul fronte armeno, è comprensibile che venga fornita questa informazione, che dimostrerebbe almeno in linea di principio l'attendibilità storica della fonte di Luca, in quanto l'autore può non aver tenuto conto di questa "sfumatura".
Tuttavia è evidente che gli storici hanno bisogno di un minimo di certezze per considerare l'attendibilità storica di un'informazione fornita in un testo che si presume "storico", per cui rimane aperto il dubbio sulla credibilità del racconto evangelico, sia in termini di attendibilità storica degli eventi raccontati che in termini di datazione storica degli stessi.
Una volta appurato che la datazione più attendibile è compresa fra il 7 a.C. e il 4 a.C. (perché Gesù non avrebbe potuto essere nato dopo la morte di Erode, mentre dal racconto di Luca sappiamo che il censimento in cui furono registrati Giuseppe e Maria avvenne presumibilmente nell'8 a.C.) occorre ricostruire il sottofondo storico-culturale nel quale si compì l'avvento del Messia con la nascita di Gesù, mettendo al centro di questa trattazione le modalità con cui si manifestò in quell'epoca l'attesa messianica del Salvatore.
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Veritas
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MessaggioInviato: Lun Mar 31, 2008 8:25 am    Oggetto: Rispondi citando

cico ha scritto:

Navigando ho trovato un articolo che parla dei vangeli.Questa parte è quella che più mi ha incuriosito;qui si dice che il censimento di Quirino è stato fatto nell'8 a.c. (Altre volte ho letto che Quirino ne aveva fatti 2,uno prima e l'altro dopo)voi cosa ne pensate?
(Quirino ha passato i suoi anni in quelle terre a censire le persone,ah,ah ah!!).
Ciao da Cico.



Si tratta di una volgare mistificazione storica, tanto più odiosa in quanto essa avviene ai nostri giorni, quando le fonti di informazione sono più che ridondanti!..(si tratta quindi di un vero e proprio affronto all'intelligenza altrui). Questa gente, che non si vergogna di nulla, crede ancora di avere a che fare con la sterminata massa di analfabeti dei secoli passati, a cui poteva far credere ciò che voleva. E' per questa ragione che la gente del popolo veniva lasciata nell'ignoranza, ostacolandone di fatto l'accesso all'istruzione qualificata (oscurantismo religioso). Hanno costruito la loro religione su allucinanti inganni ed hanno poi cercato di proteggere la loro "creatura" condannando l'umanità del passato all'ignoranza, nel timore che l'istruzione diffusa (come avviene oggi) potesse nuocere al loro castello di menzogne!

Il primo censimento che i romani tennero in Palestina fu quello del 6 d.c. e venne coordinato da Quirino, governatore della Siria-Fenicia. Questo è quanto si desume dagli scritti dello storico ebreo Giuseppe Flavio. Eusebio di Cesarea, che scriveva nel III-IV secolo, si mostrò d'accordo con quanto riportato da Giuseppe F. e non fa il minimo accenno a due censimenti, in quanto mai avvenuti.

Sino al 4 a.c. la Palestina venne governata dal re Erode il Grande e nessun censimento romano poteva aver avuto luogo in tale periodo. Del resto, Giuseppe F., che cita il censimento del 6 d.c., NON FA il minimo accenno ad un censimento avvenuto prima di quello citato, nè si trova traccia di esso in altri scrittori del tempo, compresi quelli cristiani del II secolo (nel I non ve ne furono).

Alla morte di Erode il Grande, in Giudea-Samaria subentrò il figlio Erode Archelao, che governò con il titolo di "etnarca" (inferiore al titolo di re e di tetrarca, come avvenne per i suoi fratelli), sino al 6 d.c.. Tuttavia, ad Archelao venne concesso di riscuotere i tributi e quindi è da escludere categoricamente un censimento romano tra il 4 a.c., data della morte del padre Erode il Grande, ed il 6 d.c.. Quando Augusto, a causa delle numerose inefficienze mostrate da Archelao, decise di rimuoverlo (6 d.c.) e di mandarlo in esilio in Gallia, la Giudea-Samaria venne trasformata in provincia romana. E' a questo punto che si rese necessario il censimento per fini impositivi (da ciò la ribellione di Giuda il Galileo)

C'è un altro aspetto, poco o niente conosciuto dalla critica laica (cosa in realtà molto strana), vale a dire che la madre di Gesù nacque nel 12 a.c.. Come avrebbe potuto nell' 8 o anche nel 6 a.c. mettere al mondo un figlio??... Tutto ciò è semplicemente pazzesco! Il tentativo di cercare di rimediare all'allucinante incongruenza tra la natività di Luca e quella di Matteo, la dice lunga sull'infinità di incongruenze presenti nella letteratura neotestamentaria e dei maldestri tentativi di rimediare a ciò mediante puerili artifici letterari, manipolazioni e mistificazioni della verità storica!


Saluti

Veritas.
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cico



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MessaggioInviato: Mar Apr 01, 2008 4:37 pm    Oggetto: Rispondi citando

Come sempre grazie mille Veritas
ciao da Cico
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cico



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MessaggioInviato: Mar Set 09, 2008 10:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ciao ragazzi come mai non scrive più nessuno su questo blog? E' successa qualche cosa? Oppure è il mio computer che non funziona bene?
Potrei avere una risposta da chiunque di voi?
Come sempre grazie mille e buona serata a tutti e, aggiungo, spero di risentirvi presto.
Ciao da Cico.
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paolina



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MessaggioInviato: Lun Ott 27, 2008 7:43 pm    Oggetto: Rispondi citando

Come era possibile falsificare tutte le copie dei libri esistenti, disseminati in tutta Europa? I libri non accetti potevano essere distrutti con un ordine, come ve ne sono stati, ma falsificarli contemporaneamente tutti occorreva un'organizzazione di cui però non si ha notizia. Questo poteva accadere dopo l'invenzione della stampa, dal momento che i libri pubblicati dovevano ottenere l'imprimatur della Chiesa, ma con i libri copiati a mano i controlli dovevano essere molto difficili. I Vangeli contengono molto inesattezze e incongruenze, infatti.
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Veritas
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MessaggioInviato: Mar Ott 28, 2008 1:43 pm    Oggetto: Rispondi citando

paolina ha scritto:

Come era possibile falsificare tutte le copie dei libri esistenti, disseminati in tutta Europa? I libri non accetti potevano essere distrutti con un ordine, come ve ne sono stati, ma falsificarli contemporaneamente tutti occorreva un'organizzazione di cui però non si ha notizia. Questo poteva accadere dopo l'invenzione della stampa, dal momento che i libri pubblicati dovevano ottenere l'imprimatur della Chiesa, ma con i libri copiati a mano i controlli dovevano essere molto difficili. I Vangeli contengono molto inesattezze e incongruenze, infatti.



Benvenuta nel nostro forum paolina!

Non ho capito bene a chi ti riferisci in particolare. Se è alla letteratura tramandataci che ti riferisci, ti ricordo che tutto ciò che oggi è conosciuto all'erudizione ufficiale, è stato tramandato attraverso le frequenti ricopiature dei testi avvenute presso i vari monasteri cristiani disseminati in tutta l'Europa.

Dal momento che i responsabili di questi monasteri (abati, priori e vari) venivano nominati dalle autorità ecclesiastiche o comunque con il loro consenso, è evidente che l'interesse comune era lo stesso: proteggere l'allucinante cumulo di inganni e di menzogne attraverso le quali si è dato vita al culto cattolico-cristiano (poi differenziatosi in varie realtà) dall'operato dei ricercatori e degli studiosi laici, il cui interesse è sempre stato quello di svelare alla platea dei fedeli cosa si nasconde dietro le reali origini del cristianesimo.

Salvo rare eccezioni, i testi finiti nelle biblioteche private (e rinnovati per iniziativa dei rispettivi proprietari) provenivano da manoscritti già manipolati nei secoli precedenti e la mera ricopiatura non poteva che restituire le manipolazioni effettuate precendentemente sui testi "sorgente".

Tuttavia, questi testi privati si distinguono (almeno per alcuni casi) da quelli conservati dal Vaticano per il fatto che essi non contengono ulteriori manipolazioni. Infatti, il processo di mistificazione e revisione dei testi più antichi, quelli più vicini al periodo in cui il cattolicesimo-cristianesimo nacque, non si arrestò nel IV o V secolo, quando gran parte della letteratura neotestamentaria e patristica venne riscritta per espungere tutto ciò che precedentemente non era stato considerato soverchiamente compromettente, in quanto erano ancora molti, tra ebrei e pagani, a conoscere la verità su Gesù e quindi sarebbe stato superfluo nascondere tutto ciò.

Promotore di tale fraudolenta attività falsificatrice fu papa Damaso, una delle più ciniche e criminali figure della chiesa cattolica, arrivato al papato (più precisamente a vescovo di Roma) dopo aver fatto massacrare il legittimo pretendente ed i suoi sostenitori, allorchè gli stessi si erano asseragliati all'interno di una chiesa romana. Questo tanto per mettere i "puntini sulle i" circa quello che fu in realtà il più antico passato dell'attuale chiesa cattolica, in cui il cinismo, la sete di potere temporale e di ricchezze sono rimasti pressochè immutati (anzi, in vari casi le cose sono addirittura peggiorate!)

Quando, nella seconda metà del IV secolo, si cominciarono ad usare mezzi coercitivi per mettere a tacere la "controinformazione" gnostica, giudea e pagana, allora si rese necessario rivedere tutta la precedente produzione letteraria patristica per eliminare tutto ciò che poteva involontariamente supportare gli assunti dei vari contestatori.

E' sufficiente riflettere su quanto ancora oggi si conosce dell'opera di Celso, "Il Discorso Veritiero", per capire che le verità circa il reale profilo storico dell'uomo Gesù e gli allucinanti inganni perpetrati dai fondatori del catto-cristianesimo, erano largamente conosciuti e questo giustifica il fatto che la contestazone all'opera di Celso avenne soltanto dopo circa 70 anni dalla pubblicazione del libro di Celso.

Infatti, nel periodo in cui lo scrittore pagano scrisse e pubblicò il suo lavoro, era impossibile per i falsari patristi contestare ciò che egli aveva scritto, dal momento che gli eventi che portarono alla fondazione del cattolicesimo (avvenuta tra il 140-150) erano ancora recentissimi e ben conosciuti agli uomini di cultura della Roma di allora. Inoltre, come lascia chiaramente intendere Giustino Martire, furono gli stessi giudei della diaspora, ovviamente ben informati su cosa realmente accadde in Palestina nel I secolo d.c., ad informare i romani circa la verità riguardante Gesù, le sue reali vicende umane e le peculiarità della sua famiglia di origine, oggi ancora quasi completamente sconosciute!

Anche senza la testimonianza di Giustino, comunque preziosissima in quanto fornisce il crisma della prova storica, si sarebbe facilmente intuito che i giudei della diaspora romana avessero parlato di Gesù a tutti coloro interessati a conoscerne la reale storia ed il reale profilo umano.

Quando Origine scrisse e pubblicò il suo "Contra Celsum", erano trascorsi ormai circa 70 anni e molte delle cose che riguardavano le origini del cattolicesimo ed il vero profilo storico del personaggio Gesù di Nazareth, erano ormai cadute nell'oblio, ed Origene ovviamente sapeva che ben difficilmente il suo lavoro sarebbe stato contestato a fondo.

Per un nuovo attacco alle menzogne del clero cattolico, bisognerà attendere Porfirio ed il ridimensionamento dell'influenza dell'invasivo clero romano sul potere imperiale (il quale raggiunse il suo culmine nel periodo di papa Callisto e dell'imperatore Eliogabalo), attraverso l'azione dell'imperatore Decio, il quale portò a compimento l'azione iniziata dai precedenti imperatori romani nei confronti dell'arrogante ed invasivo clero di Roma (inviso anche al clero di molte chiese dell'impero: praticamente con la sola eccezione di quella di Alessandria) e dei suoi tentativi di penetrare sempre di più nei gangli del potere romano: cosa che gli riuscirà in pieno circa un secolo dopo, con la connivenza di Costantino e della dinastia a cui questo imperatore diede origine.

Ovviamente, la mistificazione e la falsificazione dei testi antichi venne fatta principalmente nei riguardi della letteratura patristica, mentre per il resto si decise di distruggerla o farla comunque sparire dalla circolazione (sicuramente nei capaci meandri delle biblioteche vaticane sono contenuti un numero molto elevato di antichissimi testi ora considerati ufficialmente "perduti"). Fu così che le opere dei pagani e degli gnostici che avevano interagito con il sistema cristiano dei primi secoli, vennero distrutte, in quanto portatrici di una verità che si intendeva assolutamente e maniacalmente nascondere.

Si tentò di procedere in questo modo anche con gli ebrei della diaspora. Vennero distrutti un numero elevato di testi sacri agli ebrei, comprese le stesse Bibbie, malgrado le affermazioni di "sacralità" anche da parte dei cattolici stessi!(*). Tuttavia, gli ebrei riuscirono pazientemente a ricostruire i testi distrutti ogni volta che si scatenavano i "progrom" antigiudaici, con assassinii indiscriminati di esponenti della diaspora, soprattutto rabbini: il motore di rinnovamento e riscrittura dei testi sacri distrutti dalla furia satanica del clero cattolico.

L'operazione fu supportata anche dall'utilizzo di informazioni presenti nei testi sacri conservati dalla diaspora ebraica babilonese, la quale vivendo al di fuori dei confini dell'impero romano, si trovava al riparo dalle persecuzioni inquisitoriali cattoliche. Infatti, non è una caso che l'attuale mondo rabbinico considera più affidabile il Talmud babilonese che quello gerosolimitano: il che sarebbe assurdo dal momento che gli eventi narrati, contestualmente alla figura dell'Uomo di Nazareth, si svolsero in Palestina e non in Babilonia!

Saluti

_______________

Nota:

(*) - probabilmente perchè essendo scritte in ebraico non erano facilmente controllabili e si temeva contenessero verità celate in forma criptica, sull'esempio della ben conosciuta kabbalah.

Veritas
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Ultima modifica di Veritas il Mer Ott 29, 2008 1:31 pm, modificato 1 volta in totale
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paolina



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MessaggioInviato: Mar Ott 28, 2008 2:37 pm    Oggetto: Rispondi citando

Grazie Veritas. La risposta è stata esaurientissima. Penso che neppure i peggiori tiranni hanno espresso l'idea del potere assoluto come la Chiesa, neppure Hitler e Stalin. Altro che fiducia nella potenza divina, il loro dio era un dio tremendamente fragile (cos'è più fragine dell'inesistente?). Può una patologia sociale dominare il mondo per 1700 anni? Possibile che tutti ne fossero affetti? Penso di no. Chissà quanti libri inquietanti saranno nascosti nei magazzini dei monasteri, non credo che l'ordine di distruzione sia stato dappertutto eseguito. Tra i monaci vi erano anche quelli di grande elevatura intellettiva, pensiamo a Giordano Bruno e a Martin Lutero, e, dall'altro lato, S. Benedetto e San Bernardo da Chiaravalle.
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Veritas
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MessaggioInviato: Mer Ott 29, 2008 8:02 am    Oggetto: Rispondi citando

paolina ha scritto:

Grazie Veritas. La risposta è stata esaurientissima. Penso che neppure i peggiori tiranni hanno espresso l'idea del potere assoluto come la Chiesa, neppure Hitler e Stalin. Altro che fiducia nella potenza divina, il loro dio era un dio tremendamente fragile (cos'è più fragine dell'inesistente?). Può una patologia sociale dominare il mondo per 1700 anni? Possibile che tutti ne fossero affetti? Penso di no. Chissà quanti libri inquietanti saranno nascosti nei magazzini dei monasteri, non credo che l'ordine di distruzione sia stato dappertutto eseguito. Tra i monaci vi erano anche quelli di grande elevatura intellettiva, pensiamo a Giordano Bruno e a Martin Lutero, e, dall'altro lato, S. Benedetto e San Bernardo da Chiaravalle.



"...Penso che neppure i peggiori tiranni hanno espresso l'idea del potere assoluto come la Chiesa"

Ora che le mie ricerche mi hanno portato alla conlcusione dell'ultramillenario problema legato alle vere, anche se "misteriose", origini del cristianesimo, non è difficile intuire il motivo di tutto ciò: la chiesa cattolica è stata sempre un regime secolare in quanto secolare è stato il potere che la espresse, circa 19 secoli fa!

Il catto-cristianesimo (da non confondersi con il GIUDEO-CRISTIANESIMO che ben poco ebbe in comune con esso) nacque infatti tra il 140 ed il 150, attraverso la sponsorizzazione diretta del potere imperiale-senatoriale del tempo. Probabilmente i celeberrimi 200.000 seterzi che Marcione avrebbe "donato" alla congrega incaricata di dar vita al culto cattolico, attraverso un sincretismo spinto quanto allucinante, provenivano dalle casse imperiali o dalle "tasche" di un gruppo di ricchi patrizi.

Ciò non deve minimamente stupire dal momento che l'apparato di potere, sia economico che politico, si riprometteva da ciò un tangibile ritorno, in termini di ubbidienza e di mansuetudine da parte di tutti gli sfruttati e dominati dall'impero.

Tale era infatti il messaggio peculiare del nuovo culto cattolico, vale a dire quello di indurre schiavi, dominati e diseredati di tutti i tipi e di tutte le provincie dell'impero, alla completa sottomissione al potere politico-economico, nella prospettiva della ricompensa finale: il paradiso post-mortem!...

Naturalmente solo chi si sottoponeva umilmente alle autorità ed ubbidivano senza ribellarsi ai loro padroni potevano aspirare a tanto. Da ciò scaturisce anche il nauseante, irrazionale invito a porgere l'"altra guancia", il quale, tradotto in termini concreti, voleva dire che schiavi e sottomessi si dovevano piegare volenterosamente ai loro padroni anche nel caso in cui questi ultimi si comportassero da carogne nei loro confronti!

Questo è l'allucinante messaggio che si ricava dalla letteratura epistolare, in particolare da quella paolina! Inutile dire che tutto questo determinò nei secoli successivi una vera e propria schiavitù psicologica di cui il clero attuale ancora si serve, nel tentativo di asservire intere masse di "creduli devoti" ai propri interessi ed a quelli dei supporter clericali: quasi sempre monarchi e dittatori senza scrupoli e spesso ferocemente sanguinari. Il tutto, ovviamente, sempre per la "maggior gloria di Dio"!

Tutti i presunti martiri cattolici del I secolo furono del tutto inesistenti: anche nel II secolo, quando il culto cattolico venne fondato. Dal momento che il cattolicesimo fu una "creatura" del potere romano, sarebbe assurdo pensare che qualcuno degli esponenti di tale culto possa essere stato perseguitato per la sua fede! Se vi furono effettivamente casi in cui elementi cattolici vennero coinvolti in eventi repressivi, ciò fu eslcusivamente per motivi di giustizia ordinaria, dovuti a corruzione, appropriazioni indebite, violenze e quant'altro.

I presunti martiri citati dalla letteratura patristica altri non furono che elementi che appartennero allo gnosticismo gesuano, i quali accusavano i cattolici ("creature" protette dall'impero) di aver stravolto la figura del loro personaggio più carismatico: Gesù di Nazareth. Anche gli ebrei della diaspora accusavano i cattolici di aver saccheggiato le loro scritture sacre, in particolar modo la Bibbia, al fine di estrarvi improbabili profezie riferite a Gesù

Una delle maggiori accuse che gli gnostici gesuani(*) muovevano ai falsari del culto cattolico, era quella di aver "crocifisso" (letterariamente) Gesù Nazareth: un'allucinante fandonia nata a causa della sovrapposizione sincretica della figura di Gesù (conosciuto come "o CHRESTOS" e non come Christos) a quella di Giovanni di Gamala.(*) Quest'ultimo fu il vero sedicente messia atteso dai giudei e sedicente legittimo pretendente al trono di Israele, a motivo del fatto che egli discendeva dalla casata degli Asmonei (detti anche "Maccabei"), i quali furono gli ultimi legittimi re di Israele, prima che Erode il Grande usurpasse loro il trono con l'aiuto dei romani.

"...Altro che fiducia nella potenza divina, il loro dio era un dio tremendamente fragile.. "

E' legittimo ipotizzare che ancora oggi esista uno stridente divario tra la divinità adorata dalla stragrande maggioranza dei comuni fedeli cristiani e quella adorata dall'elite situata in cima alla piramide della struttura religiosa catto-cristiana. I fedeli comuni infatti (quelli che il Tasso definì i "creduli devoti") hanno idealizzato il Dio in cui credono, dal momento che risulta difficile per loro accostare la figura del Dio di riferimento delle alte sfere religiose al concetto che la platea dei fedeli cristiani ha del trascendente: un Dio di bontà che non può e non potrebbe mai condividere tutte le nefandezze commesse dal clero nell'arco della sua poco edificante storia, sebbene lo stesso abbia affermato più volte di aver fatto tutto ciò per la "maggior gloria di Dio"!! (e quindi "non" per il suo interesse personale e per quello degli amici o degli amici degli amici). La divinità di riferimento delle "sfere" porporate è piuttosto assimimilabile ad una delle tipiche divinità pagane: una sorta di Dio dei furbi!

"...(cos'è più fragile dell'inesistente?)"

Il problema, per quanto riguarda le religioni ed il loro malefico ruolo, non è riconducibile alla proposizione se Dio esiste o no. Una persona saggia sa che, ci si creda o no all'esistenza del trascendente, la questione va completamente svincolata dal contesto delle religioni cosiddette del "messaggio rivelato": una frode nata sin dal momento in cui un primo uomo ha preteso di spiegare ai suoi simili la connessione tra i vari fenomeni naturali con l'attività di presunti esseri trascendenti.

Saluti.

______________________

Nota:

(*) - la specificazione è corretta, dal momento che oltre allo gnosticismo ellenico (orfismo, eleusismo, etc) di sicuro più antico dello gnosticismo gesuano, vi erano anche gli gnostici giovannei che all'epoca in cui Gesù fondava il suo gnosticismo facevano riferimento alla carismatica figura di Giacomo il Giusto: il vero erede di Giovanni il Battista, già maestro gnostico di Gesù e di altri personaggi citati dalla cronaca patristica del tempo.

(**) - per mistificare tale aspetto, secondo il ben collaudato sistema mistificatorio cattolico, venne sparsa la voce che gli gnostici si opponevano alla crocifissione "letteraria" voluta dai cattolici, in quanto essi si vergognavano del fatto che Gesù venne crocifisso, considerata questa una morte infamante. Questa sconcertante falsificazione fa il "paio" con quella secondo cui i giudei non credettero che Gesù era il messia ed un dio in quanto essi erano malvagi!

Veritas

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paolina



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MessaggioInviato: Sab Nov 29, 2008 7:33 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ciao Veritas,
ho sentito parlare del libro "Sulle tracce di Gesù l'esseno" di Hassnail Fida M. Secondo questo autore Gesù non sarebbe morto sulla croce, ma avrebbe continuato la sua predicazione per lunghi anni fino a giugere in India, dove i sacri testi conserverebbero le tracce del suo passaggio. Morì e fu sepolto nel Kashimir. Mi piacerebbe conoscere la tua opinione su quest'altra ipotesi su Gesù.
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Veritas
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MessaggioInviato: Dom Nov 30, 2008 12:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

paolina ha scritto:

Ciao Veritas,
ho sentito parlare del libro "Sulle tracce di Gesù l'esseno" di Hassnail Fida M. Secondo questo autore Gesù non sarebbe morto sulla croce, ma avrebbe continuato la sua predicazione per lunghi anni fino a giugere in India, dove i sacri testi conserverebbero le tracce del suo passaggio. Morì e fu sepolto nel Kashimir. Mi piacerebbe conoscere la tua opinione su quest'altra ipotesi su Gesù.



Ciao paolina!

Conosco superficialmente l'autore che tu hai citato (Hassnain Fida M.) in quanto mi ci sono imbattuto casualmente diverso tempo fa, mentre "navigavo" su Internet. A questo indirizzo potrai trovare un'interessante recensione: http://www.edicolaweb.net/librs92i.htm.

Ecco uno stralcio di ciò che potrai trovare nel sito indicato:

«Milioni di persone sono cresciute con l’idea che la missione di Gesù si sia conclusa con la crocifissione per redimere i nostri peccati, ma quest’idea sta diventando insostenibile.

Le ricerche di Hassnain descrivono un Gesù venuto a insegnare in tutto il mondo allora conosciuto e non solo nell’Impero Romano: i manoscritti scoperti da Hassnain provano che Gesù fu cresciuto e protetto dall’ordine degli Esseni e che trascorse gli anni "mancanti" della sua gioventù in Persia e in India.»

Quello che a tutti gli effetti è il mito di Gesù in India, ha radici nella remota antichità cristiana, ma è da poco più di un secolo che esso ha preso concretamente forma. Ciò si deve ad un giornalista americano (se ricordo bene) il quale affermò di avere scoperto delle tracce di Gesù addirittura nel Kashmir o in Nepal, aggiungendo inoltre di aver potuto copiare, in un monastero buddista, un vangelo scritto dallo stesso Gesù, il quale in Oriente viene chiamato "Isa" o "Issa".

Si tratta, quasi sicuramente, di un falso storico, in quanto è estremamente improbabile che Gesù sia arrivato così lontano. Tra l'altro, il mito muove dal presupposto che Gesù si salvò "miracolosamente" dalla crocifissione, quando in realtà egli non venne MAI crocifisso! La stessa letteratura coranica a cui Hassnain si rifà, dal momento che è un musulmano, afferma che non fu Gesù ad essere stato crocifisso, ma un altro. (secondo Basilide, Simone di Cyrene, che i falsari fondatori del culto catto-cristiano trasformarono in un semplice "portatore" di croce!)

Il mito di Gesù in India nacque probabilmente già nella seconda metà del I secolo, in quanto era conosciuto, a quei tempi, che Gesù effettivamente viaggiò ad oriente della Palestina, senza però arrivare in India! Sicuramente egli arrivò a Babilonia e, forse, raggiunse anche la parte più occidentale della Persia, prima di dirigersi verso nord, in Armenia (Edessa).

La leggenda di Gesù viaggiante nelle terre d'India, nacque con il fatto che per gli occidentali dell'epoca (almeno per quelli meno istruiti: vale a dire la stragrande maggioranza del "popolino"), l'India era considerata un'immnensa area geografica, tanto da arrivare addirittura in Etiopia! (anticamente gli etiopici erano chiamati a volte anche "indiani"). Praticamente la Persia (se non la stessa Babilonia) era già considerata India, come pure la parte più orientale dell'Armenia. Tutto ciò contribuì enormemente a far nascere la leggenda-mito di Gesù in India.

Hai presente la prima Epistola di Pietro?... In realtà si tratta di un documento pseudoepigrafico (come del resto la quasi totalità dei documenti neotestamentari). In tale documento è contenuto un po' di materiale che sicuramente in origine apparteneva alla lettera scritta dal vero autore.

Verso la fine dell'epistola, il pseudoautore (vale a dire Pietro) saluta il destinatario (o i destinatari), aggiungendo anche i saluti del figlio "Marco" e "dell'eletta come voi che è con noi in Babilonia..". IL VERO autore della lettera originaria fu lo stesso Gesù di Nazareth, il quale, nel suo peregrinare verso oriente, si trovava temporaneamente in Babilonia.

Il figlio "Marco" altri non fu che Giovanni detto "Marco" (v. Atti degli Apostoli)(*), secondogenito di Gesù e presunto autore del quarto vangelo canonico(**). L' "eletta", di cui si parla nella lettera, fu Maria Salomè di Magdala, moglie di Gesù e madre di Giovanni Marco. "Eletta" perchè anche lei faceva parte degli "eletti", vale a dire i discepoli di Gesù (si trattava di un concetto simbolico, cioè quello degli "eletti", tipico delle sette gnostiche). Dal vangelo di Filippo si capisce chiaramente che Maria Salomè (forse in origine solo Salomè) era una discepola di Gesù. Gli "eletti", che Gesù saluta, erano gli altri discepoli rimasti in Palestina.

Dato lo sconcertante aspetto legato a tutto ciò, i falsari apologisti, sia quelli del passato che quelli attuali, hanno sempre cercato "disperatamente" di far credere che in luogo di Babilonia, come si legge nell'epistola "di" Pietro, si doveva leggere Roma, in quanto era conosciuto che Pietro era stato effettivamente a Roma (v. Atti di Pietro). Tale pretestuosa giustificazione, tipica dello stile mistificatorio dei moderni "sofisti" apologetici cattolici, si originerebbe dal fatto che nell'Apocalisse di Giovanni, scritta verso la fine del I secolo (secondo le stesse stime degli esegeti cattolici) è citata Babilonia per mascherare il riferimento a Roma.

Inutile ricordare che la 1^ Epistola di Pietro venne scritta diversi decenni prima dell'Apocalisse di Giovanni (sempre secondo le stesse affermazione da parte clericale) e che non vi era alcuna tradizione cristiana, e neppure giudaica, circa l'uso del nome Babilonia per indicare Roma. Tra l'altro, la lettera di Pietro era un documento privato e non si capisce assolutamente per quale motivo l'autore avrebbe dovuto dissimulare con i propri seguaci il fatto di trovarsi a Roma!

Origene, nel 'Contra Celsum', cita che Flegone, uno schiavo liberto dell'imperatore Adriano ed autore di una "Cronaca" di oltre 14 libri, affermava che Gesù faceva profezie che spesso si avveravano. Tuttavia lo stesso Origene aggiunge che Flegone confondeva profezie fatte da Pietro con quelle fatte da Gesù. Ecco lo stralcio del libro di Origene in cui si afferma ciò:

«Flegone, nel libro 13° o 14° delle sue Croniche, attribuisce a Gesù Cristo la cognizione di alcuni futuri avvenimenti e, benchè per isbroglio ponga Pietro in luogo di Gesù, ei fa tuttavia testimonianza a colui, che fatta aveva la predizione, che le cose erano avvenute siccome le aveva predette» - (tratto da: 'La Bibbia Sacra - Difesa dalle accuse degl'increduli', dell'Abbate Du Clot)

Se i padri falsari avevano un fondato motivo per mascherare o "confondere" (quando la necessità lo richiedeva) la figura di Gesù con quella di Pietro, evidentemente non lo aveva Flegone e neppure gli altri eventuali scrittori pagani. E' dunque ovvio che dietro tale sconcertante aspetto si cela un mistero che difficilmente potrà essere svelato: un mistero su cui si fondano le certezze dell'attuale clero, in funzione del quale gli alti ecclesiastici ritengono che la verità riguardante Gesù e la nascita del cristianesimo non potrà essere mai svelata. Ma è probabile che oggi comincino a nutrire dei dubbi in proposito....

Quanto hai appreso dalla lettura di questo post è praticamente ignorato dalla totalità degli eruditi laici: sia da quelli del passato che da quelli attuali. Tutto ciò dipende unicamente dal fatto che da quando è iniziata la speculazione laica sugli aspetti biblici, sia vetero che neotestamentari, si è seguito pedissequamente il modello esegetico approntato sin dai primi secoli dagli stessi padri falsari. E' chiaro che un tale percorso non potrà MAI condurre alla verità, che solo una corretta esegesi (completamente diversa da quella "classica") potrà rivelare.

Naturalmente ho parlato dei soli eruditi laici, dal momento che esiste sicuramente un nucleo storico cardinalizio che si tramanda, di generazione in generazione, l'intera verità per ciò che attiene la reale vicenda evangelica e le vere origini del cristianesimo, con tutti gli annessi e connessi. Oltre a ciò, lo stesso nucleo si tramanda scrupolosamente il controllo di quella parte degli archivi vaticani "top secret", vale a dire quelli contenenti gran parte degli antichi documenti anticattolici che oggi risultano ufficialmente "perduti". Tutti documenti che, se resi pubblici, farebbero crollare dall'oggi al domani l'intera struttura clericale!

E' ragionevole supporre, infatti, che per ogni categoria di libri "contro", i distruttori cattolici, che a partire dalla seconda metà del IV secolo bruciarono tonnellate di libri e documenti ostili o comunque non allineati alla loro "ortodossia", abbiano conservato almeno una copia degli stessi, anche perchè se qualche copia fosse accidentalmente ricomparsa, perchè scampata fortunosamente alla distruzione, potevano sempre affermare (come del resto fanno anche oggi con i vari documenti ritrovati fortunosamente in Egitto ed in Palestina dagli archeologi) che si trattava di copie falsificate ed erano anche pronti a mostrare le loro copie (ovviamente manipolate ad hoc, come ad esempio le opere dello storico ebreo Giuseppe Flavio) dei documenti che loro avevano conservato.


Saluti

_________________

Note:

(*) - Sempre allo scopo di sollevare e mantenere ambiguità tra i personaggi neotestamentari, al fine di renderne difficile l'identificazione storica, gli apologisti mistificatori sostengono che Giovanni Marco, citato in Atti degli Apostoli, sia lo stesso Marco presunto autore di quello che viene considerato il primo vangelo canonico. In realtà tale Marco (il quale non ebbe a che fare quasi nulla con il mondo gesuano, nè tantomeno con quello cristiano, ancora inesistente al suo tempo) non solo non fu autore di alcun vangelo, ma fu una persona totalmente difversa da Giovanni "Marco". Il motivo per cui Giovanni, secondogenito di Gesù, divenne noto anche con il nickname "Marco" è dovuto al fatto che egli, nel periodo che trascorse in Gallia insieme alla madre Maria Salomè di Magdala ed il fratello Giuseppe Barnaba, si guadagnò una certa fama come mago taumaturgo e maestro gnostico (buon sangue non mente!), facendosi chiamare, per l'appunto, Marco. (egli fondò anche una setta in Gallia, la quale divenne nota con il nome di "setta dei marcosiani")

(**) - apparentemente Giovanni Marco, essendo stato uno dei figli del Nazareno, potrebbe essere creduto come l' "apostolo amato da Gesù". In realtà, quasi sicuramente, l'apostolo amato da Gesù fu la moglie Salomè (v. vangelo di Filippo) o Maria Salomè, dove però, con tutta probabilità, il nome Maria venne artificiosamente aggiunto per creare la "necessaria" ambiguità con Maria (Mariamne) madre di Gesù, dal momento che entrambe erano dette "di Magdala". In questo modo, non solo si riuscì a far credere che le Maddalene erano in realtà una sola persona, ma nello stesso tempo i falsari riuscirono ad allontanare dalla madre di Gesù l'immagine della Maddalena "peccatrice"! (dal Talmud rabbinico abbiamo la prova che la cosa era ben conosciuta ai tempi in cui visse Gesù)


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paolina



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MessaggioInviato: Dom Nov 30, 2008 4:01 pm    Oggetto: Rispondi citando

Grazie Veritas,
la storia si fa sempre più avvincente. Ma perhé i falsari avrebbero nascosto che Gesù era sposato? In fondo era normale per un rabbino, anche alcuni degli apostoli erano sposati. Forse perché questo li avrebbe messi in difficoltà con la divinizzazione di Gesù? Divertente davvero che il Padre nostro che è nei cieli in realtà era diventato nonno. Trovo il metodo seguito dai ricercatori laici sia quello di non tralasciare niente di quanto sta scritto, ogni virgola potrebbe aprire una prospettiva inattesa.
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Veritas
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MessaggioInviato: Lun Dic 01, 2008 12:04 pm    Oggetto: Rispondi citando

paolina ha scritto:

Grazie Veritas,
la storia si fa sempre più avvincente. Ma perhé i falsari avrebbero nascosto che Gesù era sposato? In fondo era normale per un rabbino, anche alcuni degli apostoli erano sposati. Forse perché questo li avrebbe messi in difficoltà con la divinizzazione di Gesù? Divertente davvero che il Padre nostro che è nei cieli in realtà era diventato nonno. Trovo il metodo seguito dai ricercatori laici sia quello di non tralasciare niente di quanto sta scritto, ogni virgola potrebbe aprire una prospettiva inattesa.



".. Ma perhé i falsari avrebbero nascosto che Gesù era sposato?"

Per capirlo occorrerebbe innanzitutto cercare di scoprire l'obiettivo che si riproponevano di raggiungere con tutto ciò. Non si tratta di un'operazione facile, in quanto, almeno in apparenza, non esisterebbero ragioni tali da arrivare a tale sconcertante forma di reticenza: vale a dire nascondere il fatto che Gesù avesse avuto una moglie e dei figli: cosa del tutto normale per un giudeo dei suoi tempi! (anzi, la posizione del "rabbi" imponeva che tale figura fosse legalmente coniugata)

Un primo approccio alla questione potrebbe essere costituito dall'ipotesi che così facendo, vale a dire proponendo uno status di celibe per Gesù, veniva automaticamente rigettata qualunque rivendicazione "ereditaria" per la sua posizione di "capo della chiesa", cosa che comunque avvenne intorno al IV secolo, quando una delegazione dei capi della chiesa di Gerusalemme rivendicò, al cospetto degli ecclesiastici romani (che proprio allora si stavano imponendo come casta dominante nel panorama delle chiese cattoliche sparse nell'impero), la "leadership" nel mondo cattolico, in quanto quella di Gerusalemme era l'unica chiesa in cui si trovavano ancora i discendenti dei famigliari di Gesù (i cosiddetti "desposyni").

Vi è, tuttavia, anche un'altra possibile motivazione tra quelle che spinsero i falsari a tacere sulla reale composizione della famiglia di Gesù. Infatti, sia per la sua nascita che per il suo matrimonio vi erano dei particolari che possono essere definiti "scabrosi", connessi con le relative figure femminili. Rigettando lo status di uomo sposato, forse si intendeva (almeno in parte) togliere il terreno sotto i piedi a tutte quelle "dicerie" ostili che facevano leva su "certe" verità inconfessabili, legate alle vicende della famiglia del Nazareno. (nel Talmud rabbinico, la madre di Gesù è indicata a volte come una "prostituta" e lo stesso Gesù è indicato sia come "mamtzer", cioè bastardo, sia come "il figlio della prostituta")

".. Trovo il metodo seguito dai ricercatori laici sia quello di non tralasciare niente di quanto sta scritto, ogni virgola potrebbe aprire una prospettiva inattesa."

Purtroppo, vi sono aspetti esegetici trattati superficialmente, se non addirittura ignorati, dalla erudizione laica ufficiale; forse perchè influenzata da quella confessionale, i cui obiettivi sono diametralmente opposti a quelli della ricerca esegetica laica (vale a dire, cercare di mantenere celata il più a lungo possibile quella verità "esplosiva" che potrebbe mettere il clero cattolico in "ginocchio", e non per pregare!!..)

Per esempio, ancora sino ad oggi la letteratura rabbinica (soprattutto quella talmudica) è ancora praticamente "snobbata" dall'erudizione laica e non è certo un mistero che gli apologisti cattolici si affannino nel cercare di dimostrare l'inaffidabilità di tale letteratura, adducendo motivazioni quasi sempre (se non sempre) pretestuose.

Purtroppo, a differenza di quanto accadeva nei secoli passati, quando lo Stato giudaico era ancora il sogno "proibito" della diaspora ebraica, oggi il mondo israeilitico, nella sua componente politico-religiosa, tende a mantenere un atteggiamento molto ambiguo in proposito, quasi che non si voglia assolutamente far emergere quella verità storica che, sicuramente, il Talmud contiene, sebbene descritta in forma criptica, come conseguenza dei trascorsi persecutori dei cattolici del passato.

Tutto ciò ha una spiegazione logica, in quanto lo stato israelitico non solo non ha alcun interesse a far crollare (almeno potenzialmente) la struttura teologica della chiesa cattolica e del mondo cristiano in generale, ma addirittura si adopera per proteggerla, in quantochè il turismo religioso cristiano in terra palestinese è una voce molto importante del bilancio pubblico dello Stato di Israele.

Se, almeno da un punto di vista ipotetico, l'immagine del mondo cristiano dovesse crollare, a seguito di devastanti rivelazioni circa le verità storiche connesse alla nascita del cristianesimo ed ai veri profili storici dei personaggi coinvolti nella vicenda evangelica (tutti aspetti ben conosciuti dal mondo rabbinico!) si annullerebbe, come ovvia conseguenza, gran parte dell'attuale turismo religioso, come naturale conseguenza della perdita di interesse verso tale aspetto.

Ma, ancora di più, c'è un aspetto devastante anche per la stessa religione giudaica, attualmente professata dal mondo ebraico israelita e da quello della residua diaspora. Tale aspetto è costituito dal fatto che gli alti ecclesiastici attuali conoscono, a loro volta (grazie anche ai documenti ben conservati nei loro archivi), tutte le vicende che portarono alla nascita dell'ebraismo e, soprattutto, di quelle che portarono alla truffaldina riforma giudaica operata dal re Giosia e dalla casta sacerdotale del sommo sacerdote Helkya, i quali trasformarono l'ebraismo delle origini, essenzialmente politeistico, in un culto strettamente monoteistico: vale a dire il "giudaismo" o ebraismo riformato.

Se dovesse crollare il mondo cattolico, i rabbini sanno che "certe" verità, ora nascoste nei meandri degli archivi vaticani "off limits", diventerebbero di dominio pubblico, con tutte le conseguenze che è facile immaginare. Allo stato attuale, il mondo cattolico ha tutto l'interesse a mantenere nascoste queste verità, in quanto la loro diffusione sarebbe nociva per la stessa religione cattolica, dal momento che essa poggia la sua ragion d'essere sulla "genuinità" delle "verità" bibliche.

Saluti

Veritas
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paolina



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MessaggioInviato: Lun Dic 01, 2008 3:14 pm    Oggetto: Rispondi citando

Complimenti Veritas. Non ho mai sentito critiche più serrate e osservazioni più acute: ogni tua freccia fa centro.
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