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Mìmir Moderatrice


Registrato: 16/11/06 16:38 Messaggi: 1047 Località: piemonte
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Inviato: Gio Gen 18, 2007 8:39 pm Oggetto: Poesie sulla danza |
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Quando incominciai a ballare, anni fà, lo feci perchè una persona dall'anima bellissima mi aveva lasciato in eredità i pensieri dei suoi ultimi mesi e un paio di scarpette consumate.
E' stato allora che ho capito che la danza è per il cuore quello che la preghiera è per l'anima... dà sollievo quando tutto sembra troppo grande, troppo pesante.
La danzatrice
Per un giorno, la corte del principe invita una danzatrice
accompagnata dai suoi musicisti.
Ella fu presentata alla corte,
poi danza davanti al principe
al suono del liuto, del flauto e della chitarra.
Ella danza la danza delle stelle e quella dell'universo;
poi ella danza la danza dei fiori che vorticano nel vento.
E il principe ne rimane affascinato.
Egli la prega di avvicinarsi.
Ella si dirige allora verso il trono
e s'inchina davanti a lui.
E il principe domanda:
"Bella donna, figlia della grazia e della gioia, da dove viene la tua arte?
Come puoi tu dominare la terra a l'aria nei tuoi passi,
l'acqua e il fuoco nel tuo ritmo?"
La danzatrice s'inchina di nuovo davanti al principe e dice:
"Vostra Altezza, io non saprei rispondervi,
ma so che l'Anima del filosofo veglia nella sua testa
l'anima del poeta vola nel suo cuore
l'Anima del cantante vibra nella sua gola
ma l'anima della danzatrice vive in tutto il suo corpo.
Gibran Khalil Gibran. _________________ Oh corpo governato dalla musica, oh sguardo splendente, come possiamo distinguere la danzatrice dalla danza?
W.B. Yeats
-Margherita- |
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Sabrina Stella D'Oriente e Moderatrice Suprema


Registrato: 17/05/06 15:30 Messaggi: 1614 Località: Palermo
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Inviato: Ven Gen 19, 2007 1:43 pm Oggetto: |
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è meravigliosa mimir!
ed è vero, la danza oltre a coinvolgere tutto il corpo, coinvolge l'anima, e le emozioni, ed è la cosa più bella, ballare è vivere in un sogno.... _________________ "Then all the world seems A sadness song" |
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Mìmir Moderatrice


Registrato: 16/11/06 16:38 Messaggi: 1047 Località: piemonte
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Inviato: Ven Gen 19, 2007 3:33 pm Oggetto: |
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La danseuse brune...
Je suis cette bédouine vêtue à ma manière
de dunes, de palmiers, d’espaces faites de lumières,
que je monte un sommet, que je tombe en enfer
que s’abatte sur moi tout le poids de la terre,
par ma danse et par elle seule,
sans trouble et sans colère,
je bougerais les forces, les forces printanières,
les fleurs de l’enfance, le songe des cavalières,
car mon désert est chaud et ma terre altière
et mon soleil est haut et m’irradie entière.
T. Moubayed
tradotto a braccio, sarebbe :
La danzatrice scura
io sono quella beduina, vestita a modo mio
di dune e di palmizi, di spazi luminosi,
che io salga su una cima, che io cada all'inferno
che si abbatta su di me tutto il peso della terra,
attraverso la mia danza e solo per lei
senza problemi e senza collera,
io muoverò le forze, le forze primitive,
i fiori dell'infanzia, i racconti dei cavalieri,
perchè il mio deserto è caldo e la mia terra altera
e il mio sole è alto e mi irradia tutta intera...
T. Moubayed _________________ Oh corpo governato dalla musica, oh sguardo splendente, come possiamo distinguere la danzatrice dalla danza?
W.B. Yeats
-Margherita- |
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larastrange Co-Admin e Moderatrice


Registrato: 01/01/07 19:03 Messaggi: 2114 Località: Bolzano
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Inviato: Mar Gen 30, 2007 12:20 pm Oggetto: |
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bellissime poesie, mimir! se ti va postane ancora, sono tutte cibo per la mente!  _________________
Lara / Shani
http://larastrange.blogspot.com
http://www.fotolog.com/larastrange
"Musica: tu ci hai insegnato a vedere con l'orecchio e a udire con il cuore." [Gibran Kahlil Gibran]
Ultima modifica di larastrange il Ven Mag 11, 2007 7:42 pm, modificato 1 volta in totale |
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Mìmir Moderatrice


Registrato: 16/11/06 16:38 Messaggi: 1047 Località: piemonte
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Inviato: Mer Mar 07, 2007 3:23 am Oggetto: |
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Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l'eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.
Khalil Gibran _________________ Oh corpo governato dalla musica, oh sguardo splendente, come possiamo distinguere la danzatrice dalla danza?
W.B. Yeats
-Margherita- |
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Mìmir Moderatrice


Registrato: 16/11/06 16:38 Messaggi: 1047 Località: piemonte
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Inviato: Mer Mar 07, 2007 3:32 am Oggetto: |
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http://www.hebrewsongs.com/?songID=615
A me piace tanto Helwa ya Baladì cantata da Dalidà... e qui potete anche ascoltarla
MY BEAUTIFUL COUNTRY
A kind word, two more for my beautiful country
A sweet song, two more for my country
my hope was always, my country
To return to you, to always be near you.
All those memories from the past
Still remain with me, my country
My heart is filled with your stories
Memories of you, my country
My first love was in my country
She is impossible to forget
What happened to those days?
Before I left you
When we use to say is impossible to be apart
Each tear that falls here to my cheek
Is filled with hope of us being together
On the shores of your sea of love.
my beautiful country
A kind word, or two more
my beautiful country
sweet to my heart my country
and all that is within me
oh my sweet you are my master
my beautiful country
A kind word, or two more
my beautiful country
sweet to my heart my country
my hope was always, my country
To return to you, to always be near you. _________________ Oh corpo governato dalla musica, oh sguardo splendente, come possiamo distinguere la danzatrice dalla danza?
W.B. Yeats
-Margherita- |
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Nermin Dea Egizia


Registrato: 27/01/07 12:31 Messaggi: 493 Località: Mesagne (BR)
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Inviato: Gio Mar 22, 2007 4:40 pm Oggetto: |
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Che belle poesie!
Grazie! |
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artemy Incantatrice


Registrato: 22/01/07 22:20 Messaggi: 750 Località: roma
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Inviato: Gio Mar 22, 2007 11:45 pm Oggetto: |
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Tratto dal romanzo "Mata Hari"
Descrizione dello spettacolo "Danza dell'Oppio" interpretato da
Mata Hari:
"...Qui ella si esibisce nella integrale audacissima Danza dell'Oppio.
...La danzatrice di cui si favoleggia sia vissuta prigioniera in un tempio e ammaestrata alle sacre danze della dea Kalì, la statua stupenda di carne, colei che possiede in sé il fulgore del sole asiatico, la sacerdotessa di tutti i riti che la dea della violazione e dell'abbandono tramanda per il sacro delirio del suo corpo divino è lì, in ginocchio, curva su un braciere d'oro, circondata da velluti, in una scena colma di nubi, satura di un sentore dolciastro atto a simulare quello della droga che dona il sogno liberatore.
In quel misterioso regno, su immensi drappi color porpora, di passione e di sangue, Mata Hari sta, fissa nella adorazione della fiammella azzurra, in cui il divino oppio si consuma; e tutto intorno una musica di cimbali malefica e avvincente. Onde di suono e onde di silenzio, esclamazioni di gioia e urla sommesse di dolore, si torcono e danno la misura di una tensione umana e divina.
Mata Hari, sacerdotessa del male, giace nell'adorazione del suo terribile dio, a tratti apre le braccia come ad afferarlo, ma sempre si ritrae delusa: esso non è che fumo, parvenza vana.
...E intanto sale lentamente da profondità insondate - profumo della pianta mortale divenuto musica e più che musica fragore di spasimo e scoppio di rabbia...
Nel silenzio immenso, gli spettatori stanno meravigliati...
...e lei, Mata Hari, la baiadera nuda, muove le braccia e il suo corpo si alza, si snoda come un tiepido serpente da un voluttuoso letargo, sul suo viso intento e soave ride e sanguina il rosso fiore delle labbra; leva ella le braccia e le ascelle appaiono azzurre pari a un brevissimo mare e infinito; rovescia la nuca...
La danzatrice si scuote: il suo corpo ignudo è come un viluppo di sonagli e di fiori, di profumo e calore e pare che tutta la femminilità del mondo si mostri e si apra per accogliere il sublime messaggio. Si, Mata Hari in quell'istante è la pallida schiava della dea Kalì.
...Si, ella in questo momento è davvero se stessa e si torce e si strazia e morde l'aria il nulla coi canditi denti - lei la baiadera dagli occhi allungati e brillanti, dalle giunture di feltro, le palme di velluto, le anche fredde e feroci, le caviglie levigate dolce pietra di luna...
...Si, ella è la Mata Hari di cui si favoleggia: colei che delira e fa delirare...
...Centinaia di occhi la fissano; poi ella alza le braccia, avanza lenta sul proscenio, con soste lunghe e meditate attorno alla gelida fiamma che vibra col suo verde occhio di serpe. Nessuno certo ha mai visto nulla di simile, in nessun luogo mai, nessuna donna è stata più nuda e tuttavia in quel suo offrirsi agli sguardi sebbene intatta e monda da tutto ciò che sia veste, coperta solo da dua dischi di metallo e di gemme al vertice dei seni, ella impersona un ideale a suo modo religioso: sacerdotessa blasfema e tenera, violenta e misericordiosa...
Mata Hari, mentre la sua danza assume un ritmo sempre più insinuante, si offre e si nega, essenza e sublimazione di ogni donna, quintessenza di ogni piacere dello spirito e della carne...
Ella sola si muove in quella immobilità di sasso di cui gli spettatori sono vittime e carnefici; ed ella gira attorno al ricamo di fiamma, si avvolge del verde nastro di aromi, da quel minuscolo rogo che sembra bruciare smeraldi; i suoi capelli tesi alle tempie, affollati alla nuca, brillano di vampe rossastre, scintillano per i diaspri e le giade incastonati, il piccolo serpe di diamanti che li annoda e li tiene.
E le braccia, le braccia chiamano e tentano il dio, invocano e danno carezze, sfiorano ambigue le zone d'ombra e di luce, entrano con mani sinuose infinite nella immaginazione degli astanti, si piegano come stoffe candite e ondeggianti; ella snoda i polsi allunga le dita affusolate: è una e mille, è tutte le donne del mondo che pregano e chiamano il dio. Ella lo invoca con le mani e i polsi e le braccia, vivi e guizzanti come un nido di candite serpi, lo tenta con le ascelle azzurre, gli offre il cavo tiepido delle braccia in cui il sangue caldo scorre, scopre la gola che palpita dove una lama azzurra sembra affondare fatta di gioia e di spasimo, un movimento di danza che si fa concreto ed etereo, e la sua schiena pare spezzarsi nel movimento esaltato da una crescente ansia di dedizione...
Mata Hari cammina, il piede arcuato affonda come un artiglio di grazia nel morbido tepore del velluto purpureo; estasiata e folle affonda le braccia nelle volute azzurre di fumo e sembra che esso, come una tunica impalpabile, aderisca al suo corpo, vi scenda e si modelli a sua forma, lo vesta, nasconda per un attimo quella nudità melodiosa che implora...
Sui loti d'oro e d'argento che i teneri piedi di Mata Hari sfiorano, sugli asfodeli canditi, piove una luce che ha il colore sublime degli astri; gli strumenti invisibili si esaltano, il loro suono insinuante e discreto si trasforma, le note si accavallano e si moltiplicano: non è più un suono quello, sì un'orgia tremenda e affascinante di suoni e sopra di essi, navigatore solitario e terribile, il dio degli dei passa, va verso il destino degli uomini...
Il pubblico di Madrid mai aveva visto un simile spettacolo, mai una donna, per quanto fosse dotata di ogni grazia e arte femminile, lo aveva esaltato a tal punto; solo ora gli spettatori scoprono la femmina, il suo arcano e profumato potere; soltanto in questi istanti fatali ha conoscenza chiara e certa di ciò che la natura o il caso hanno creato per la propria continuità: lo splendente e infuocato e tenero dono che alimenta la poesia e l'immaginazione dei viventi.
Mata Hari adesso, al culmine della propria esibizione, si rotola, si contorce su una infiorata prateria di desideri, i suoi ginocchi, le gambe battono l'aria nel ritmo incalzante della voluttà che tutto brucia e consuma, e il dio, il Budda, Siva incombe su di lei, fumo e materia, anima e concretezza estrema.
Il corpo di Mata Hari splende e si eclissa, velluto teso e arrendevole, geme e canta come le canne che oscillano al vento, di esso e per esso risuonano; emana una melodia sorda e tenace che sembra uscita dal flauto...e la sua preghiera esasperata dal delirio sale e sovrasta la gelida fiamma che si consuma in uno splendore gelido e affascinante di smeraldi, attinge i cieli supremi..."
TRATTO DAL LIBRO: "MATA HARI" DI MASSIMO GRILLANDI; EDIZIONE RUSCONI. |
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Sabrina Stella D'Oriente e Moderatrice Suprema


Registrato: 17/05/06 15:30 Messaggi: 1614 Località: Palermo
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Inviato: Dom Giu 10, 2007 12:31 pm Oggetto: |
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su ragazze, continuate con le poesie, anche le nuove arrivate! _________________ "Then all the world seems A sadness song" |
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talianiya Visitatore


Registrato: 16/09/08 10:36 Messaggi: 4
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Inviato: Ven Ott 10, 2008 9:27 pm Oggetto: POESIA ITALIANA DI UNA DANZATRICE |
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REVERIE
Il velo mi copre il volto
come lo sguardo
ti cela il mio pensiero.
Mi nascondo
perchè tu mi possa cercare
ti sorrido
perchè tu sappia
che cosa vuoi trovare.
Il velo mi scopre le spalle
sui fianchi potrà scivolare.
Io gioco nell'attesa del gioco
con il mio velo
nell'attesa
del tuo sguardo amoroso.
(Rossella Stefini)
l'ho trovata qui
http://scrittricesivive.ilcannocchiale.it/?r=10653 |
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